Lo spettacolo si apre con un commento alle foto dei campi coltivati di Diol Kadd (villaggio del Senegal in cui opera l'associazione “Takku Ligey” coordinata dal regista e attore Mandiaye N’Diaye) ed una proiezione di un video girato in Senegal durante il rito di un battesimo. Subito dopo parte lo Spettacolo di teatro-danza “Il non parlarsi non affratella” tratto dal testo “Gli stranieri portano fortuna”, Marco Aime, Lawa Tokou, Epochè Edizioni, Milano, 2000. Le parole di Lawa, un griot moderno che vive a Natitingou, nel Benin settentrionale, ci rendono partecipi della saggezza del suo popolo, i taneka, attraverso una serie di racconti orali tramandati di generazione in generazione. Marco Aime li ha trascritti alternandoli con i suoi appunti di viaggio in questo paese, che frequenta da diversi anni, offrendo così uno sguardo sui rapidi cambiamenti e le contraddizioni in cui si muove l’Africa attuale, dove è quasi impossibile tracciare una linea fra tradizione e modernità. Così, la lepre, la radice, la moglie gelosa, l’uomo che voleva sposare la figlia del re sono tra i personaggi che animano le storie di Lawa sui valori della vita, immutabili a prescindere dal tempo e dal luogo, ma raccontati in un contesto sociale in forte evoluzione. Regia: Silvia Lodi, Stefania Mariano Ideazione: Antonio Aresta Musiche: Meissa Ndiaye Interpreti: Silvia Lodi, Stefania Mariano, Egle Calò, Annalisa Greco, Irene Tommasi, Marta Vedruccio. Durata: 45 min’